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Incontro Adam Thomson, ingegnere capo di Body and Trim di Volta Trucks

By Duncan Forrester | 25 Maggio 2021

Qual è stato il percorso lavorativo che l'ha portata in Volta Trucks e che cosa l'ha attirata della società?

"La mia carriera professionale mi ha offerto opportunità fantastiche e mi considero molto fortunato per aver avuto l'occasione di fare e vedere così tante cose. Il mio primo lavoro da laureato è stato in Toyota Europe all'interno del reparto di ingegneria del gruppo propulsore della divisione sviluppo prodotto a Bruxelles. Questa esperienza mi ha fornito delle basi fantastiche: ho imparato non solo come si progettano le auto in Toyota ma anche come sono gestiti i processi e come sviluppano qualità in tutto ciò che fanno. Nel 2009, la McLaren mi ha invitato a visitare il Centro tecnologico McLaren per mostrarmi ciò a cui stavano lavorando: il prototipo per la MP4-12C. Non potevo farmi sfuggire l'opportunità di unirmi a un team così ambizioso e qualificato impegnato a realizzare qualcosa di davvero rivoluzionario. Sono entrato a far parte del reparto tecnico carrozzeria per occuparmi della progettazione di materiali compositi per la MP4-12C e in seguito per la P1. Il mio ruolo è cresciuto di pari passo all'azienda McLaren, ed è così che nel 2017 sono diventato Ingegnere Capo della McLaren GT. Ho sentito parlare per la prima volta di Volta Trucks nell'autunno del 2020 e sono rimasto subito colpito dagli obiettivi che la società intende raggiungere. Ho intravisto l'opportunità di far parte di una società in rapida crescita che punta ad avere un impatto rilevante sul mercato dei veicoli commerciali e a cambiare il modo di concepire la logistica urbana in un'ottica di sostenibilità e sicurezza. Come tutte le aziende per cui ho lavorato, la nostra ambizione è quella di diventare i migliori al mondo nel nostro settore ed è per questo che faccio parte di Volta Trucks."

In cosa consiste il ruolo di Capo Ingegnere per la carrozzeria e le finiture?

"Gestisco il team all'interno del reparto ingegneria che si occupa di tutti i sistemi e i componenti presenti sull'autocarro che costituiscono la cabina, il cassone di carico nonché i pannelli esterni e le finiture. Al momento, le nostre priorità sono: sviluppare il progetto da 16 tonnellate e creare in parallelo un team di ingegneri a livello mondiale che, in futuro, svolgerà un ruolo chiave in ogni prodotto che costruiremo. Il nostro team è inoltre responsabile della ricerca e dello sviluppo di nuovi materiali compositi e si assicura che siano integrati in ogni prodotto che svilupperemo in futuro. Si tratta di un'area di sviluppo tecnico molto promettente in grado di rivoluzionare il modo in cui concepiamo i materiali compositi e il loro impatto sull'ambiente."

In passato si è occupato di supercar per la McLaren mentre oggi si occupa di veicoli commerciali per Volta Trucks. I prodotti non potrebbero essere più diversi ma forse i processi di sviluppo e progettazione non sono così diversi tra loro.

"La risposta breve è: sì, non sono così diversi. Il processo che utilizziamo per sviluppare il prodotto è fondamentalmente lo stesso che troviamo nel settore automobilistico o del trasporto in generale. Sebbene esistano delle differenze in termini di spazio, capacità di carico, uso del prodotto, tipo di cliente e prescrizioni normative, il percorso che parte dalla visione del prodotto e arriva alla produzione è identico. Volta Trucks si differenzia per una visione molto chiara dei suoi prodotti e servizi e per le modalità con cui essa si concretizza in Volta Zero. La sicurezza del conducente e l'interazione tra l'autocarro e gli altri utenti della strada sono fattori essenziali in ogni decisione tecnica che prendiamo. Si tratta di capire in quale modo possiamo offrire la soluzione migliore ai nostri clienti in termini di caratteristiche del prodotto e qualità, considerando anche i materiali che utilizziamo, i processi produttivi che adottiamo e l'efficienza finale dell'autocarro che ci guida nelle nostre scelte in termini di sviluppo del prodotto."

Ovviamente ci sono delle differenze significative di allestimento tra Volta Zero, completamente elettrico, e gli autocarri "tradizionali". In quale modo avete sfruttato queste opportunità a vostro vantaggio e quali sono le sfide che avete dovuto affrontare?

"Abbiamo sfruttato l'opportunità offerta dal gruppo propulsore dei veicoli elettrici per ripensare completamente il modo in cui i conducenti e gli utenti della strada interagiscono con gli autocarri. Non avendo un motore diesel nella parte anteriore dell'autocarro che deve essere raffreddato, abbiamo potuto collocare il conducente in posizione centrale e alla stessa altezza di un pedone sul marciapiedi, trasformando la visione del conducente ed eliminando i punti ciechi che mettono a rischio pedoni e ciclisti come accade con gli autocarri progettati in modo tradizionale. La posizione ribassata del sedile facilita l'ingresso e l'uscita dall'autocarro, evitando che il conducente debba salire e scendere da un'altezza di 2 metri dal suolo e riducendo il rischio di infortuni. Il gruppo propulsore dei veicoli elettrici presenta inoltre dei contrappesi per compensare la parte restante dell'autocarro e assicurare un carico utile competitivo. Per fare questo, stiamo sviluppando nuovi materiali compositi che ci permettano di ridurre il più possibile il peso dei pannelli della carrozzeria, un aspetto che normalmente non è ritenuto prioritario dagli OEM dei veicoli commerciali."

Volta Zero è stato presentato come il primo veicolo al mondo con pannelli esterni della carrozzeria realizzati in materiali compositi naturali. Quali sono le considerazioni formulate e quali le criticità affrontate dagli ingegneri nell'applicare questi materiali compositi innovativi a volumi elevati piuttosto che a prototipi di lancio?

"Sviluppare un nuovo materiale è sempre una sfida con tempi stretti, soprattutto quando si hanno grandi aspettative sulla qualità delle superfici per i pannelli interni ed esterni della carrozzeria. L'ampia gamma delle condizioni ambientali - caldo, freddo, vibrazioni, salsedine, sporcizia - e i carichi fisici a cui è esposto un componente in un veicolo stradale, mettono a dura prova qualsiasi materiale nell'arco della vita utile del prodotto. Pertanto, cerchiamo di capire innanzitutto le proprietà meccaniche e chimiche di un materiale e di adattarle all'applicazione specifica nel veicolo. Una volta che ci siamo fatti un'idea di come reagirebbe il materiale in uno scenario reale, sviluppiamo un processo produttivo che ci permetta di studiare come si comporta all'interno di uno strumento e, infine, modifichiamo le nostre considerazioni progettuali per trasformarlo in un componente della produzione. Parte dello studio di come si comporta il materiale all'interno dello strumento consiste nel comprendere e mettere a punto delle modalità per ottimizzare il processo rispettando i tempi dei cicli e gli obiettivi di qualità necessari per raggiungere i volumi di produzione previsti per Volta Zero."

Alla luce della Sua esperienza, quale consiglio darebbe a un giovane ingegnere alle prime armi?

"Il mio consiglio è quello di trovare un'azienda in grado di offrire al neolaureato un buon programma di crescita professionale oppure un incarico che preveda delle responsabilità effettive fin dal primo giorno. Mi sono reso conto che cercare di cavarsela da soli è il modo migliore per imparare anche se ammetto di aver fatto degli errori in passato. Tuttavia, è proprio da questi errori che ho imparato di più. Nel corso degli anni, ho capito che lavorare seguendo cinque principi fondamentali mi ha aiutato a costruire delle basi solide.

  1. Partire da basi solide.
    • Le soluzioni migliori arrivano quando abbiamo ben chiare le basi fondamentali di ciò che stiamo facendo e perché lo stiamo facendo.
    • Sono convinto che ogni nostra decisione debba basarsi su un approccio "orientato a principi fondamentali" e credo che comprendere la causa profonda di qualsiasi problema sia una garanzia per il successo della soluzione.
  2. Lavorare con passione.
    • Non importa quello che fai se lo stai facendo con passione.
    • Sii orgoglioso del tuo lavoro e fai in modo che il tuo lavoro ti renda orgoglioso.
  3. Fai ogni cosa al meglio delle tue possibilità.
    • Lascia che il tuo lavoro parli per te.
    • Non importa se commetti qualche errore: è solo lavorando insieme che si riesce a trovare la soluzione giusta.
  4. Fai la domanda giusta.
    • Non aver paura o non sentirti a disagio se devi chiedere qualcosa che non hai capito.
    • Lavora sempre cercando di capire il perché di ogni cosa.
  5. Cerca di prepararti il più possibile in ogni circostanza.
    • Assicurati di conoscere tutti i dettagli che riguardano il tuo ambito di responsabilità.
    • Cerca sempre di procurarti dati reali e utilizzali per orientare le tue decisioni.




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